Degli inizi dell'era Obama - Il Congresso approva la manovra 2009

Il Congresso Usa, col via libera del Senato (62 voti favorevoli contro 32 negativi), ha approvato la manovra finanziaria per il 2009, con 410 miliardi di dollari in più rispetto all'anno scorso. Il documento è ora pronto per la firma di Obama. Tra le novità introdotte, l'ammorbidimento delle sanzioni a Cuba, per quanto riguarda visti e acquisto di cibi e medicine. Intanto il presidente ha incontrato alla Casa Bianca il segretario ONU Ban Ki Moon, a cui ha espresso la sua preoccupazione per il fatto che la crisi economica mondiale possa ostacolare l'invio di aiuti internazionali alimentari in Darfur, così come l'espulsione delle ONG dal Sudan, dopo l'emissione del mandato d'arresto da parte della Corte Penale Internazionale a carico del presidente sudanese Al-Bashir.
Charles Freeman, l'ex ambasciatore Usa in Arabia Saudita, ha formalizzato la rinuncia all'incarico per il quale era stato designato da Obama, capo del consiglio dell'intelligence nazionale, in seguito alle polemiche divampate per alcune sue dichiarazioni pronunciate al Congresso: il diplomatico aveva criticato la Cina a proposito dei moti popolari di piazza Tienanmen del 1989, dicendo che il governo di Pechino sarebbe dovuto intervenire prima per reprimerli, e definito "oppressione" l'atteggiamento di Israele nei confronti dei palestinesi.

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